UNITA’ DIDATTICA: S..PIEGHIAMO..con la carta!!!

Ida Fiorenza NIRO, Raffaella FRATTARUOLO, Giuseppina GILIO

idafiorenza.niro@istruzione.it

INTRODUZIONE

Origami, è l’arte di piegare la carta, senza l’uso di colla, forbici o altro materiale. Il termine “ORIGAMI” deriva dal giapponese “ORU” che significa “piegare” e “KAMI” che significa “carta”. Giocare con gli origami vuol dire esplorare forme e strutture, ed è la migliore introduzione alla geometria dello spazio. Inoltre stimola intuizione e creatività e quindi è sicuramente matematica.

Proviamo, ad esempio, ad aprire un qualsiasi origami, anche il più semplice, e avremo davanti una complessa struttura geometrica: linee, triangoli e poligoni da analizzare.  Quali angoli osserviamo? come si ottengono tali angoli e forme? Siamo stati noi stessi a tracciarli costruendo l’origami? Piegare e dispiegare un origami rivela infiniti problemi matematici.

I grandi origamisti sono artisti che creano forme stupende, partendo da forme base che trasformano con una velocità sorprendente in animali, alberi e mille altri oggetti.
Per quanto riguarda la matematica, chi farà una certa pratica con gli origami, acquisterà non soltanto una maggior famigliarità, ma avrà, più in generale, acquisito una nuova abilità nell’analisi di una qualsiasi struttura.

Il rapporto fra origami e matematica è molto profondo. È sufficiente dispiegare un qualsiasi origami, anche il più semplice, per scoprire una complessa struttura geometrica: le piegature producono simmetrie assiali con angoli, linee, e poligoni dalle proprietà particolari.
Se nella geometria euclidea classica è consentito l’uso soltanto della riga e del compasso, nella geometria origami è consentito soltanto l’uso del foglio di carta, che matematicamente penseremo illimitato e che chiameremo piano, sul quale potremo intervenire con una serie di piegatura.

DESTINATARI

La presente attività è stata rivolta a ragazzi della classe quinta dell’I.P.S.A.R.S. “ G. Fortunato” sede coordinata di Lagopesole- Potenza.

La scelta di coinvolgere ragazzi ormai “adulti” non è stata motivata da un’esigenza di tipo didattico quanto di tipo “cognitivo”: le nuove generazioni di studenti sono definite anche “digitali” in quanto prediligono le nuove tecnologie come unico strumento di apprendimento, strumenti che se da un lato facilitano il processo di apprendimento con un approccio di tipo pluridirezionale (eseguono più cose contemporaneamente) e più veloce, dall’altro penalizzano la riflessione, la concentrazione e il pensiero astratto, caratteristiche cognitive che si sviluppano solo con un approccio di tipo lineare (focalizzando l’attenzione solo sull’operazione che stanno svolgendo), e graduale (rispettando i ritmi di apprendimento e la costruzione del pensiero matematico).

TEMPI DI ATTUAZIONE

n. 4 lezioni di un’ora e mezza ciascuna.

COMPETENZE CHE SI INTENDONO SVILUPPARE

  • Osservare, descrivere e analizzare fenomeni, forme e concetti di sistemi complessi che circondano l’ambiente di appartenenza;
  • Interpretare le informazioni fornite sviluppando deduzioni e ragionamenti sulle stesse;
  • Potenziare la manualità e la costruzione di forme geometriche per la formazione di oggetti complessi.
  • Potenziare la curiosità cognitiva e l’atteggiamento della ricerca e dell’analisi.
  • Potenziare la capacità di attenzione e concentrazione.

STRUMENTI

Fogli di carta colorati. Sviluppo in piano del solido da costruire.

METODOLOGIA

Ricerca-azione, cooperative learning, attività di gruppo.

FASI DELL’ATTIVITA’

L’attività è stata svolta dall’insegnante di matematica della classe e con la compresenza di altre due insegnanti di Matematica assegnati alla classe, una di potenziamento e un’altra di sostegno visto la presenza di tre alunni BES.

FASE 0 (1 ora)

In questa fase si sono date informazioni generali sullo studio e l’arte degli origami, spingendo i ragazzi a fare una ricerca veloce con il cellulare, sul termine origamo, l’origine e la bellezza di quest’arte. In seguito si è mostrato l’esempio di origamo che intendevamo costruire con loro in modo da catturare non solo la curiosità dei ragazzi ma anche creare una motivazione a lavorare al progetto.

FASE 1 (1 ora)

In una prima fase le insegnanti hanno fornito ai ragazzi lo schema dello sviluppo in piano della figura solida che avrebbero poi costruito, fornendone una descrizione sulla struttura (nodi (vertici), linee di collegamento (spigoli), poligoni individuabili (esagoni)) e sul successivo compito da svolgere: trovare un percorso che partendo da un nodo collegasse tutti i nodi dello schema e ritornasse al nodo di partenza, senza mai percorrere due volte lo stesso spigolo. Successivamente si è divisa la classe in 3 gruppi da 5 studenti ciascuno, e ogni gruppo, con più tentativi, ha tracciato il percorso richiesto numerando i nodi.

Successivamente, partendo dall’osservazione del prototipo da costruire, si è fatto osservare alla classe la sua colorazione, ovvero l’utilizzo di tre colori differenti.

Si è quindi chiesto di utilizzare tre colori differenti: due per segnare gli spigoli del percorso trovato in maniera alternata, e l’altro per segnare gli spigoli non coinvolti nel percorso.

FASE 2 (1 ora)

Si sono consegnati ai 3 gruppi un kit per la costruzione del “modulo elementare” di cui era formato il dodecaedro: 30 foglietti quadrati di tre colorazioni differenti rispettando i colori scelti dai ragazzi nella fase precedente (giallo- rosa – arancione, rosa- verde e rosso, rosso-arancione-rosa)

Si è mostrato come costruire i moduli di riferimento facendone notare anche le figure geomeriche e le simmetrie in esse contenute.

I ragazzi hanno quindi proceduto alla costruzione dei diversi moduli elementari.

FASE 3 (3 ore)

Questa fase è stata quella più complicata perché dopo aver mostrato come “incastrare” i diversi moduli elementari in modo da formare il gruppo di 3 moduli elementari corrispondenti ad un nodo e tre spigoli, si è proceduto alla costruzione degli esagoni dello schema in piano.

In questa fase i ragazzi hanno seguito lo schema rispettandone i colori del percorso precedentemente tracciato e il collegamento tra i diversi moduli.

 

Giungendo quindi alla costruzione del solido finale.

VALUTAZIONE DELL’ATTIVITA’

Tutta l’attività è stata valutata in itinere, alla fine di ogni fase, e la costruzione del solido finale e i tempi in cui è stato svolto da ogni gruppo ci hanno permesso di analizzare:

  • La motivazione al raggiungimento di un obiettivo;
  • La costanza e la partecipazione attiva al processo di insegnamento-apprendimento del singolo studente;
  • La capacità di lavorare in gruppo;
  • Il contributo attivo che ogni studente fornisce al processo di autoapprendimento;
  • La motivazione del singolo studente al miglioramento delle proprie abilità e performance in relazione al compito;
  • La gestione dell’emotività in caso di insuccesso o incapacità nell’esecuzione del compito (livello di autostima, consapevolezza del sé, ecc.).

CONCLUSIONI

In tutta l’attività i ragazzi hanno mostrato interesse e partecipazione, nonostante non fossero motivati da una valutazione didattica. Hanno assunto un comportamento corretto e proficuo rendendo il clima sereno, positivo e costruttivo.

Si sono mostrati tolleranti nei confronti dei compagni in difficoltà ponendosi come “tutor” all’interno del gruppo.

Questa attività ci ha permesso di testare con mano l’importanza di progettare un “laboratorio” ovvero creare esperienze formative attraverso una partecipazione attiva (didattica del fare) su tematiche anche molto differenti tra loro e lontane dal mondo di riferimento dei ragazzi, che però possano far riflettere sulla reale applicabilità delle conoscenze acquisite tra i banchi di scuola. Questa metodologia e soprattutto lo strumento degli origami ci ha permesso, con ragazzi grandi, di creare in questi una “curiosità” scientifica mai sperimentata prima.

Potenza, 14/06/2019

Scarica qui la versione in pdf di questo articolo

Lascia un commento